La storia

 

EVAN MACKENZIE (Firenze 1852- Genova 1935)


Nacque a Firenze nel 1852, figlio di un avventuriero scozzese e una principessa serba.

Dopo il matrimonio con Maggie Tenison avvenuto nel 1876, si stabili a Genova dove, grazie all’ esperienza maturata in precedenti soggiorni a Londra e Parigi, avviò numerose attività in campo assicurativo.

Nella città ligure fondò l’amministrazione Mackenzie che gradualmente divenne fiduciaria di importanti compagnie  straniere quali l’Unionne Parisienne o i Lloyd di Londra..

Innovatore nei rapporti sindacali con il personale, fu precursore di soluzioni di carattere organizzativo e funzionale nei confronti dei dipendenti: primo a valersi di personale femminile nella sua amministrazione, ad adottare l’orario unico all’inglese e a fornire ai dipendenti ed ai loro familiari un pacchetto che dava loro assistenza medica, medicine gratuite ed in caso di decesso il pagamento delle spese funerarie.

Gli uffici delle sue aziende si trovavano dapprima in piazza dell’Annunziata per essere trasferiti in seguito in piazza della Meridiana, nell’omonimo palazzo

Dopo aver fondato la Alleanza Assicurazione, ancora oggi una delle maggiori compagnie nel campo previdenziale,  nel 1891 diede vita alla Società di Assicurazioni Iniziativa, nel 1903 fondò la Ausonia e nel 1918 la Consorziale, per arrivare ad avere oltre 500 impiegati nei suoi uffici di Genova, Parigi, Vienna, Londra, Berlino e San Pietroburgo.

Oltre ad essere un abile ed energico uomo d’affari, fu anche un valido sportivo ed un grande appassionato di alpinismo: nel 1890 scalò il Monte Bianco e tre anni più tardi il Cervino. Si fece costruire una casa a Courmayer, nella frazione di Pourtud, alle pendici di un ghiacciaio, dove  trascorreva le vacanze in compagnia della famiglia.

Dal matrimonio con Maggie Tenison nacquero quattro figli: il primogenito William, che dopo una breve collaborazione con il  padre, divenne professore universitario e dedico i suoi studi alla parapsicologia, Fiammetta detta Fede si sposò con un medico inglese e si trasferì in Gran Bretagna, Isabella, che fu quella che più restò vicino al padre e Mario, l’ultimogenito, nato nel 1890 e morto in combattimento nel 1917 sui cieli di Portsmouth, dopo che allo scoppio della prima guerra mondiale si era arruolato nelle file della RAF.

Durante il conflitto mondiale Mackenzie mise a disposizione castello ed uffici affinchè fossero trasformati in ospedale mentre nel 1922 in occasione della conferenza di Genova invitò tutte le delegazioni straniere dando un grandioso ricevimento.

Dopo la perdita di Mario, ricordata in una targa nel cortile della cappella del Castello, la moglie di Evan non si ristabili mai completamente dal dolore subito, per mancare due anni dopo, nel 1919, a Courmayeur dove fu sepolta.

Negli ultimi anni della sua esistenza, assieme alla passione per l’arte toscana e rinascimentale coltivata in gioventù, in seguito ad un viaggio in Giappone nel 1918, Evan si dedicò allo studio della cultura nipponica, anche se la sua passione principale rimase la grandiosa collezione Dantesca composta da quattro rarissime edizioni del quattrocento, tutte quelle del cinquecento ed altri settecento volumi.

Morì nel 1935 all’età di 83 anni e le sue spoglie sono custodite, assieme a quelle della moglie Maggie, nel piccolo cimitero di Courmayeur.

GINO COPPEDE’ (Firenze 1866 - Roma 1927)


Gino Coppedè nasce a Firenze il 26 Settembre 1866 da Mariano  Coppedè e Antonietta Bizzarri.

Dopo i primi studi, frequenta la scuola professionale di Arti Decorative Industriali ottenendone il diploma.

Nel 1885 inizia la collaborazione con “La Casa Artistica” diretta dal padre dove raggiunge la piena padronanza dell’arte dell’intaglio. Nell’ambito di questa attività viene a contatto con alcuni architetti toscani.

Nel 1889 sposa Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, dalla quale avrà tre figlie, Anna (1890), Matilde (1892) e Margherita (1897).

Nel 1891 si iscrive all’accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma professore di disegno architettonico e nel 1896 inizia l’insegnamento presso il Regio Orfanatrofio Puccini di Pistoia, città dove collabora con alcune fonderie locali. Nello stesso anno viene chiamato a Genova da Evan Mackenzie, conosciuto presso la bottega del suocero,  per la progettazione e la costruzione di un castello in via Cabella che sarà il suo primo importante successo. Grazie al Mackenzie ottiene a Genova, dove si è trasferito con la famiglia, numerosi incarichi.

Tra il 1900 ed il 1910 viene incaricato della costruzione di numerose ville e castelli dalla più cospicua società genovese, ma riceve altresi incarichi anche in Toscana, Lombardia e Canton Ticino.

Nel 1903 viene nominato Accademico “corrispondente” dalla Reale Accademia delle Arti del Disegno di Firenze mentre nel 1908 sarà nominato accademico “residente”: contemporaneante è più volte membro della commissione di edilizia municipale del comune di Genova e nominato accademico di merito dell’Accademia Ligustrica, di Perugia e di Urbino.

Nel 1910 viene nominato ingegnere, per “equipollenza di titoli”, dalla Reale Scuola di Applicazione per gli ingegneri di Roma dove viene però bocciato al concorso per la Cattedra di Architettura Generale nel 1913.

Durante il primo conflitto mondiale allestisce numerosi ospedali da campo ed il 30 giugno 1917 gli viene rilasciato il decreto di libera docenza in Architettura Generale presso la Reale Università di Pisa.

Nel 1919 oltre a numerose commissioni in Genova e Liguria, comincia la costruzione a Roma del quartiere che porterà il suo nome, oltre a diversi edifici a Messina: sempre in questi anni inizia la collaborazione con i fratelli per l’arredamento delle prime classi di alcuni piroscafi del Lloyd Sabaudo e della Società Cosulich.

Il 6 aprile 1920 muore a Genova la moglie Beatrice mentre il 20  dicembre muore il padre Mariano. Con il fratello Adolfo subentra nella direzione de “La Casa Artistica”.

Tra il 1920 ed il 1921 redige con l’ing. Ugolotti il progetto per lo spostamento della Stazione Termini di Roma.

Nel 1924 inizia la costruzione del nuovo castello del Marchese de La Motilla a Siviglia.

Nel 1926 viene nominato Professore residente “emerito” dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Muore a Roma il 20 settembre 1927 in seguito alle complicazione intervenute dopo un operazione per l’asportazione di una cancrena polmonare.

E’ sepolto a Firenze, nel cimitero di S.Miniato, nella tomba di famiglia

Tra le sue opere più importanti, oltre al Castello Mackenzie, a Genova vi sono Villa Coppede in via Rossetti a  Quarto, il Castello Turcke o Rocca Tirrena, in Capo Santa Chiara, le Officine San Giorgio di Sestri Ponente, i palazzi Zuccarino in via Maragliano, Pastorino in via Bosco   e   Bogliolo in c.so Firenze , il Grand Hotel Miramare nei pressi della stazione Principe, il Castello Micheli (poi Bruzzo) in via Piaggio e Villa Canali in corso Italia: fuori dei confini della Liguria troviamo Villa Ambrosoli ad Acquaseria (CO), il quartiere Coppedè a Roma, il Castello de La Motilla a Siviglia in Spagna, Palazzo Cerruti a Messina e Palazzo Romagnoli a Firenze distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.


note tratte dal volume “I Coppedè” di Rossana Bossaglia e Mauro Cozzi.